Come creare e usare l’identità digitale e lo Spid

Dovete chiedere via Internet il bonus per la disoccupazione, per pagare la baby sitter, le tasse scolastiche o l’affitto di casa? Volete collegarvi al sito web di un ufficio pubblico per stampare un documento o un certificato? L’ospedale vi ha comunicato che potete scaricare dalla rete i risultati del vostro esame?

Oggi avete la possibilità di ricevere tanti servizi pubblici e privati restando a casa. Quello che vi serve è un computer, un collegamento alla Rete e la possibilità di dimostrare chi siete attraverso l’identità digitale.

Per molti usare usare l’informatica per ottenere anche un semplice certificato non è stata una scelta ma un obbligo imposto dalla quarantena del Coronavirus. E tanti avranno pensato che una volta le cose erano più facili. Bastava andare all’ufficio anagrafe e aspettare un’ora prima di arrivare allo sportello, dove un impiegato forse poco gentile ci avrebbe dato un modulo da compilare. E magari solo alla fine ci saremmo accorti che dovevamo rifare tutto da capo perché mancava un timbro, una marca da bollo, la ricevuta di un bollettino o una fotocopia autenticata.

Perciò i servizi digitali della pubblica amministrazione e delle aziende vi offrono la possibilità di risparmiare tempo e denaro evitando code, lunghe attese e spese inutili. E in poco tempo scoprirete che è molto più facile inserire nome, cognome, luogo e data di nascita nei campi che appaiono sullo schermo che scriverli su un foglio di carta. A proposito, vi ricordate di quando vi mancava la penna e nessuno era disposto a prestarvela? Per iniziare a creare e usare la vostra identità digitale vi serviranno due semplici credenziali: una username e una password.

Più la password è complicata meglio è

La username, o nome utente, è il modo in cui vi presentate e siete conosciuti dagli amministratori di un sito e dagli altri utenti. E’ un’informazione pubblica che non ha bisogno di restare segreta. Per questa ragione può essere formata anche dal vostro nome e cognome.

Al contrario la password deve essere riservata e indecifrabile. Sceglierne una che corrisponde al nome di vostro figlio, del vostro cagnolino o al giorno del vostro compleanno è l’errore peggiore che possiate commettere. Più è complicata meglio è perché impedirete ad hacker e pirati informatici di scoprirla. Createla mescolando a caso lettere dell’alfabeto minuscole e maiuscole, numeri e caratteri speciali come il cancelletto #, la chiocciola @ o l’asterisco *. E non sceglietela mai di lunghezza inferiore agli 8 caratteri.

Pin, codici temporanei e app per essere più sicuri

Una volta bastavano il nome utente e la password per accedere a tutti i segreti della nostra vita e magari anche al nostro conto bancario. Ma le truffe e i reati informatici hanno costretto ad aggiungere un altro livello di sicurezza basato su pin (Personal Identification Number), codici temporanei e app.

I pin abbiamo imparato a conoscerli grazie ai cellulari e ai bancomat. Sono i codici numerici che permettono di sbloccare il telefonino o di confermare un pagamento. Oggi molti siti li chiedono come ulteriore prova della nostra identità attraverso una app da installare sul cellulare. Questo sistema di riconoscimento è semplice e affidabile. Dopo aver scritto il nome utente e la password per accedere alla vostra area personale di un sito riceverete un messaggio che vi chiede di trasmettere attraverso la app il vostro pin per completare la procedura.

Un’alternativa al pin è il codice temporaneo, che ha la stessa funzione ma viene trasmesso di volta in volta con un sms e può essere impiegato in una sola occasione.

Chi intende spacciarsi per voi dovrebbe mettere le mani non solo sulle vostre credenziali ma anche sul vostro telefonino e sul pin. Tenete tutto questo al sicuro e non avrete guai.

Smart card per proteggere meglio i dati

Ma a volte nemmeno i pin e le app tengono al sicuro i vostri dati. Per questo motivo gli enti pubblici e le aziende hanno voluto proteggere meglio l’accesso ai servizi online usando oltre a password e codici anche dispositivi fisici come le smart card. Se ignorate cosa siano dovete sapere che stiamo parlando della Carta Nazionale dei Servizi e della Carta di Identità Elettronica, documenti che sicuramente avete nel portafogli o in tasca. Prendetele in mano, esaminatele e noterete che contengono un quadratino dorato. E’ un microprocessore che vi permette di accedere tranquillamente e in sicurezza a molti servizi informatici pubblici e privati.

La Carta Nazionale dei Servizi - CNS

Ormai tutti abbiamo a disposizione la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), la smart card bianca e azzurra che funziona come codice fiscale, tessera sanitaria e tessera europea di assicurazione malattia.

Con la CNS potete prenotare online le visite mediche e scaricare i risultati degli esami ospedalieri contenuti nel vostro Fascicolo Sanitario Elettronico, ad esempio sul sito del servizio sanitario della Regione Lombardia. Quello che vi serve è il codice pin, che può essere rilasciato dagli uffici comunali, e un lettore di smart card, che potete acquistare in un negozio di elettronica o di cellulari.

Se avete bisogno di documenti fiscali, previdenziali o per il lavoro potete usarla per collegarvi ai siti dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inail e dell’Inps.

Esiste poi la possibilità di chiedere tramite web alla Camera di Commercio della propria città una versione della CNS che permette la firma digitale di pratiche come bilanci, fatture e contratti.

La Carta di Identità Eletronica –CIE

Se dovete rinnovare la vecchia carta di identità cartacea riceverete al suo posto la nuova Carta di Identità Elettronica con tutti i vostri dati anagrafici inseriti nel microchip. Con la CIE è già possibile accedere a molti servizi pubblici online come quelli dell’Inps utilizzando il pin, che vi verrà dato nel momento in cui ricevete la carta, e un lettore. Ma un sistema alternativo è quello di installare sul cellulare l’app CIE id che vi permetterà un accesso più semplice e immediato.

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale per avere più di 4.200 servizi online

Certo è un problema ogni volta che dobbiamo entrare in un sito ricordarsi quali sono la password, il pin e il nome utente giusti. Se pensate che l’ideale sarebbe avere una sola identità digitale valida per tutti i servizi dovete sapere che questa soluzione esiste già da anni e si chiama Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).

Come ottenere lo Spid

Quello di cui avete bisogno per ottenere lo Spid è

  1. un indirizzo e-mail
  2. il numero di telefono del cellulare
  3. un documento di identità
  4. la tessera sanitaria con il codice fiscale. 

Dopo aver raccolto questo materiale dovete registrarvi sul sito di uno dei seguenti identity provider che forniscono queste credenziali:

  • AgID
  • Aruba
  • Infocert
  • Intesa
  • Lepida
  • Namirial
  • Poste Italiane
  • Register
  • Sielte
  • Tim

Vi chiederanno di farvi riconoscere, cioè di dimostrare di essere davvero chi affermate di essere. Potrete eseguire questo passaggio andando di persona ad uno sportello dell’ente che avete scelto, come quelli della posta, oppure restando a casa usando una webcam.

Una volta attivato lo Spid vi permetterà di utilizzare i servizi di più di 4.200 uffici pubblici e privati. Ad esempio:

  • richiedere certificati anagrafici
  • pagare tasse, tributi, multe e bollo auto
  • accedere al fascicolo sanitario elettronico
  • utilizzare i servizi dell’Inps per pensione, disoccupazione e indennità
  • compilare la dichiarazione dei redditi e consultare il cud
  • presentare la domanda per il reddito di cittadinanza

In più lo Spid vi permette di mettere sui documenti online una firma elettronica con lo stesso valore della vostra firma autografa.

Ricordatevi sempre che oggi i dati personali sono uno dei beni più preziosi esistenti. Nome, dati anagrafici, estremi dei documenti di identità, numeri e codici di sicurezza delle carte di credito valgono quanto il denaro contante.

Noi di E-Motion Web abbiamo i mezzi e l’esperienza per realizzare siti web con spid, sia pubblici che privati, per proteggere l’identità digitale e la privacy degli utenti.